
Banchetto degli dei, forse il banchetto per le nozze di Peleo e Teti
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La storia
Negli anni Novanta del Cinquecento, nei Paesi Bassi del nord, la pittura più alla moda era la mitologia affollata di nudi in pose contorte, e le nozze di Peleo e Teti erano uno dei temi preferiti. Pochi anni prima Cornelis van Haarlem ne aveva dipinto una versione enorme per la città di Haarlem. Abraham Bloemaert, appena tornato a Utrecht, porta lo stesso soggetto su una tela di una quarantina di centimetri e lo dipinge quasi tutto in sfumature di rosso. Un quadro monocromo così si chiama rosaille, e di solito era uno studio preparatorio. Bloemaert invece lo considerò un'opera compiuta e lo firmò e datò, A. Blomaert, 1598. Gli dei si riconoscono dagli attributi, Poseidone dal tridente, Artemide dalla falce di luna tra i capelli, e al centro Afrodite è distesa in una posa che ne mette in mostra il corpo. Il titolo resta prudente, perché il museo non è certo che si tratti di quel banchetto nuziale. Proprio a quelle nozze, secondo il mito, la dea della discordia, che non era stata invitata, gettò sulla tavola il pomo d'oro, e la lite che ne nacque portò alla guerra di Troia.



