
John Singer Sargent · PD
Ganimede e l'aquila
Dettagli
La storia
Salendo lo scalone principale verso la rotonda, il primo pilastro a sinistra porta tre scene di volo, una sopra l'altra. In basso, in un rilievo di gesso, Eros scende a testa in giù verso Psiche. Sopra di lui la Fama alata suona la tromba. Ancora più in alto, in una cornice rotonda, c'è questa tela dipinta. Secondo il mito greco, Zeus si innamorò di Ganimede, principe troiano e il più bello dei mortali, prese l'aspetto di un'aquila e lo portò sull'Olimpo come coppiere degli dèi. Sargent dipinge l'aquila che vola tra le nuvole ad ali spiegate e il ragazzo aggrappato al suo collo con entrambe le braccia, una mano alzata per lo spavento. La guida alla cupola pubblicata dal museo nel 1922 completa il racconto. Zeus ripagò Troo, il padre del giovane, con quattro cavalli divini, e Ganimede fu poi posto fra le stelle come costellazione dell'Acquario.




