
Il gran visir Nevşehirli Damat İbrahim Pascià
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La storia
Nevşehirli vuol dire «di Nevşehir», eppure quando İbrahim Pascià nacque, intorno al 1666, quella città non c'era ancora. Veniva da Muşkara, un villaggio della Cappadocia, nel cuore dell'Anatolia. Diventato gran visir nel 1718, lo fece ricostruire come una città a pianta regolare e gli diede un nome nuovo, Nevşehir, la Città Nuova. Al centro fondò una moschea, finita nel 1726, e le mise intorno una madrasa, una scuola, una biblioteca, una cucina per i poveri e un bagno. La moschea è ancora in piedi, e la gente la chiama ancora Kurşunlu, la piombata, per il rivestimento della cupola.
Vanmour lo dipinse alla fine degli anni Venti del Settecento, quando il pascià era in carica da una decina d'anni. È in piedi, a figura intera, in un caftano di seta bianca foderato di zibellino. In testa porta il kallâvî, l'alto turbante da cerimonia da cui si riconoscevano i visir, e alle sue spalle si vede il seggio rialzato della sala del consiglio che presiedeva.




