Gige e Candaule

Gige e Candaule


Dettagli

Anno
1509
Tecnica
olio su tela
Dimensioni
41 × 56 cm

La storia

Pochi decenni prima di questa tela, il poeta Matteo Maria Boiardo aveva volgarizzato Erodoto per il duca Ercole I d'Este, partendo dalla traduzione latina dell'umanista Lorenzo Valla. Tra le prime storie del libro c'è questa. Candaule, re di Lidia, è così fiero della bellezza della moglie da costringere la sua guardia del corpo, Gige, a spiarla nuda. La regina se ne accorge e mette la guardia davanti a una scelta, morire o uccidere il marito. Sceglie il delitto e diventa re. Nel dipinto Candaule, barbuto e coronato, indica la donna, il giovane Gige gli sta accanto, e lei, nuda fra due colonne, abbassa lo sguardo. Nei secoli il quadro è passato per Paris Bordon, il Pomarancio e lo Scarsellino, finché nel 1928 Roberto Longhi vi riconobbe il giovane Dosso. La galleria lo data al 1508-1510 e lo considera la più antica versione dipinta nota del soggetto.

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