
Cacciata di Eliodoro dal tempio
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La storia
Nel 1720 Vittorio Amedeo II di Savoia cambiò regno. Le grandi potenze lo costrinsero a cedere la Sicilia, che governava da re dal 1713, in cambio della Sardegna, mentre a Torino l'architetto Filippo Juvarra stava dando una nuova forma alla città. Intorno a quell'anno il sovrano commissionò a Francesco Solimena, a Napoli, quattro grandi scene dell'Antico Testamento per una sala del suo appartamento d'inverno nel Palazzo Reale, che prese il nome di camera del Solimena. I soggetti dovevano alludere alle virtù del potere regio.
Questa è una delle quattro tele. Nel Secondo libro dei Maccabei Eliodoro, ministro di un re seleucide, giunge a Gerusalemme per impadronirsi del tesoro del Tempio e ne viene cacciato da un cavaliere in armatura d'oro e da due giovani che lo flagellano. Il museo data il dipinto tra il 1721 e il 1723 e lo cataloga come attribuito a Solimena, mentre la sua guida alla visita lo nomina senza riserve. Le quattro tele sono esposte insieme nella Sala 41.


