
Visita della regina di Saba a Salomone
Dettagli
La storia
Bernardo De Dominici, il pittore napoletano che nel 1742 pubblicò le vite degli artisti di Napoli, racconta di una lettera di re Vittorio Amedeo II a Solimena sui quadri ricevuti. Il sovrano scriveva di non poter passare davanti a quelle tele senza fermarsi, costretto dalla loro bellezza, a guardarle di nuovo. I visitatori venuti dopo a Torino furono più freddi. L'incisore francese Charles-Nicolas Cochin e altri dopo di lui espressero a volte giudizi critici sull'esecuzione.
La regina di Saba è giunta dal suo lontano paese per mettere alla prova la sapienza di Salomone. Qui si inchina davanti a lui sotto un loggiato, e il re apre le braccia per accoglierla. La seguono due ancelle con un ombrellino e un cagnolino, e gli spalti e le gradinate intorno brulicano di soldati, musici e servi che portano i suoi doni.
Il museo data il dipinto intorno al 1720 o 1721, mentre Ferdinando Bologna, autore della monografia su Solimena, lo collocava dopo il 1728. Nella regina vedeva un'anticipazione della Madonna della pala dipinta da Solimena per la chiesa di San Gaudioso a Napoli, un'opera perduta e nota ormai solo da fotografie.


