
Donato Bramante · PD
Eraclito e Democrito
Dettagli
La storia
Nel Cinquecento il pittore e trattatista milanese Giovan Paolo Lomazzo ricordava quest'opera come esempio di come si dipingono i moti dell'animo, Eraclito che piange e Democrito che ride. Bramante l'aveva affrescata verso il 1486 in una casa di via Lanzone, a Milano. A sinistra il vecchio Eraclito china lo sguardo sul globo e piange. A destra Democrito, più giovane, ride, indica il mondo con la destra e tiene un libro nella sinistra, con gli occhi rivolti verso di noi. Il globo è una carta vera e propria. Vi si riconoscono il Mediterraneo e le Alpi, e già all'inizio del Novecento uno studio ne indicò la fonte nella Geografia di Tolomeo stampata a Ulma nel 1482. Il tema veniva dagli antichi, da Seneca in poi, e gli umanisti fiorentini lo usavano per sostenere che al filosofo si addice l'allegria. Alle spalle dei due, nei rilievi, passano i carri di Saturno e di Giove, i pianeti del temperamento malinconico e di quello gioviale.



