Giasone e il vello d'oro

Erasmus Quellinus II · PD

Giasone e il vello d'oro


Dettagli

Anno
1630
Tecnica
pittura a olio
Tipo
dipinto
Dimensioni
181 × 195 cm

La storia

La posa dell'eroe in fuga ripete, ruotata, l'Apollo del Belvedere, e la statua che lo sovrasta è Marte. Svetlana Alpers ne ha ricondotto il modello al Marte Ultore oggi ai Musei Capitolini di Roma. Il tempio si spiega con la fonte: il soggetto viene dalle Fabulae di Igino, un manuale romano di miti, dove Frisso sacrifica l'ariete e depone il vello d'oro nel tempio di Marte, sorvegliato da un serpente. Nel racconto di Ovidio il guardiano è un drago che Giasone deve addormentare. Del volto di Giasone non si vede nulla, e la tensione resta tutta nello sguardo che il dio di pietra gli rivolge. Erasmus Quellinus dipinse la tela fra il 1636 e il 1638 a partire da un bozzetto di Rubens ora a Bruxelles, dal quale si allontana nelle linee del pavimento e nelle venature dei marmi.

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