
Giuditta (o Salomè?)
Dettagli
La storia
Intorno al 1510, a Venezia, Giuditta era dappertutto. La vedova che decapitò il generale assiro Oloferne e salvò la sua città piaceva a una repubblica sensibile alle storie di conquistatori abbattuti, e Cariani, Catena e Tiziano la dipinsero tutti. Per questo la National Gallery ritiene che questa giovane sia probabilmente lei. Il problema è ciò che porta. Una testa mozzata su un piatto di metallo spetta di solito a Salomè, a cui fu consegnata quella di Giovanni Battista su un vassoio, mentre l'eroina biblica tiene in genere la sua in un sacco, con la spada in mano e un'ancella accanto. Qui non ci sono né spada né ancella, e per questo il titolo conserva ancora il punto interrogativo. Si volta a guardarci da sopra la spalla, le labbra serrate, gli occhi lucidi. Sebastiano scrisse la data 1510 sul parapetto di pietra, sotto il piatto.




