Giove e una nuda

Paolo Veronese · PD

Giove e una nuda


Dettagli

Tecnica
olio
Tipo
dipinto
Dimensioni
27 × 101 cm

La storia

Giove si riconosce subito, perché ha con sé la sua aquila. La donna è un altro discorso. Il re degli dei ebbe molti amori, e di solito i pittori davano a ciascuna un segno per riconoscerla, un cigno, un toro, una pioggia d'oro. Questa figura nuda non porta nulla, e così nessuno può dire con certezza chi sia. Il museo propone che possa essere Dione, che nell'Iliade di Omero è la madre di Venere avuta da Giove.

L'ambientazione si data meglio di quanto lei si lasci nominare. Gli edifici del dipinto sono classici all'ultima moda degli anni Sessanta del Cinquecento, alla maniera di Andrea Palladio, l'architetto che il Veronese conosceva e con cui aveva lavorato. In quegli anni Palladio costruiva ville per i patrizi veneziani in terraferma, e nel 1566 avviò la chiesa di San Giorgio Maggiore, di fronte a San Marco, al di là del bacino.

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