
Cofanetto da toeletta di Merit
Dettagli
La storia
Questo cofanetto con doppio coperchio piano è diviso all’interno in scomparti, e ogni scomparto tiene fermo un vasetto. Quasi tutti sono di alabastro, alcuni di vetro colorato, e il vetro era allora in Egitto una novità preziosa. Le botteghe egizie producevano piccoli vasi di vetro da meno di un secolo, dal regno di Thutmose III, probabilmente grazie ad artigiani giunti dal Vicino Oriente, e li riservavano a oli e profumi costosi. Un tubetto di vetro blu a festoni bianchi e gialli, con il suo bastoncino applicatore, conservava il kohl, l’impasto nero di nerofumo e antimonio da stendere su palpebre e ciglia contro il sole e come disinfettante. Nei vasetti restano tracce di unguenti e di creme a base di grasso.
Il museo lo chiama semplicemente cofanetto da toeletta. La letteratura sulla tomba lo attribuisce a Merit, i cui pochi oggetti personali erano posati accanto al letto, e descrive il suo cofanetto come dipinto a imitazione dell’intarsio e coperto di iscrizioni funerarie.




