
Ninfa e satiro
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La storia
Nel 1675 chi inventariava la raccolta del cardinale Leopoldo de' Medici registrò questa tela come uno Schiavone. 16 anni dopo, nell'inventario del 1691, era diventata un Giorgione, e Giorgione è rimasta per due secoli di cataloghi della galleria. Adolfo Venturi la diede a Dosso Dossi nel 1885 e la critica lo ha seguito.
Lo scambio si spiega senza fatica. La scheda di catalogo data il dipinto tra il 1508 e il 1512 circa, proprio all'inizio della carriera di Dosso, quando lavorava ancora vicinissimo alla maniera veneta che Giorgione aveva messo di moda.
La tela è piccola e il soggetto è antico. Una ninfa e un satiro avvolti in pelli di animale, lei con anelli e collana, lui incoronato di foglie. Nell'Ottocento la composizione fu incisa per i volumi illustrati sulla galleria Pitti, e quelle stampe girarono per l'Europa con il nome di Giorgione in calce.




