
Sarcofago esterno di Merit
Dettagli
La storia
«A differenza del marito, la cui mummia era stata rinchiusa in triplice cassa, Mirit non aveva che due soli sarcofagi.» Così Ernesto Schiaparelli descrive la differenza, e questa grande cassa a forma di sacrario è il primo dei due.
Nella forma e nella struttura somiglia a quella di Kha, in sicomoro, smontabile in cinque pezzi oltre al coperchio arcuato, e anch’essa era coperta da un lenzuolo di lino. Da vicino però si notano le differenze. Numerosi tasselli di legno colmano le lacune delle tavole, la resina è stesa in modo non uniforme e mancano gli elementi che nella cassa di Kha riproducono la slitta per il trasporto. È anche più corta, poco più di due metri contro i tre del marito.
Già Schiaparelli ipotizzava una morte inattesa di Merit per spiegare il carattere non finito o adattato di alcuni oggetti del corredo, e il museo continua a presentarla come una sua ipotesi. Nella camera, il sarcofago di Kha era addossato alla parete di fondo, quello di Merit ad angolo retto lungo la parete lunga.




