Ritratto di gentiluomo

Ritratto di gentiluomo


Dettagli

Anno
1517
Tecnica
olio su tavola
Tipo
dipinto
Dimensioni
73,5 × 53 cm

La storia

Probasti et cognovisti, Signore, tu mi scruti e mi conosci. Il versetto del Salmo corre sulla medaglia che il giovane porta sul berretto, accanto alla sua impresa personale, un leone domato, e a due lettere greche, epsilon e tau, sul cartiglio sopra l'animale. Il museo vede in lui il perfetto gentiluomo moderno, con un'aria di affettata nonchalance, e il quadro nasce negli anni in cui Baldassare Castiglione lavorava al Cortegiano e chiamava sprezzatura proprio quella fatica nascosta sotto la disinvoltura. Entrambe le mani poggiano sulla spada preziosa, il cui pomo racconta l'episodio di Muzio Scevola, che stese la destra sul fuoco davanti al re etrusco Porsenna. Il gentiluomo cinge l'arma a destra e quindi è mancino, scaeva in latino, come l'eroe romano. La tavola, dipinta tra il 1515 e il 1520 circa, viene dalla collezione Pallavicini di Milano. Nel palazzo Torlonia passava per un Holbein, ed era uno dei cinque ritratti che la famiglia avrebbe voluto tenere per sé quando la raccolta fu donata allo Stato, nel 1892.

Sei davanti al quadro? Inquadralo con la fotocamera. Scarica l'app.