
Ritratto di guerriero
Dettagli
La storia
Un uomo dalla barba folta ci guarda, una corazza di metallo allacciata sopra il giubbone di cuoio e un'ampia berretta sul capo, dietro di lui un paesaggio serale con un alloro da un lato e una città murata in lontananza. Appartiene a un mondo preciso, l'Italia del primo Cinquecento, quando un uomo d'arme di rango era spesso anche un uomo di cultura, coinvolto nelle guerre continue tra gli stati della penisola. A lungo il dipinto fu ritenuto opera del pittore veneziano Sebastiano del Piombo, e solo alla fine dell'Ottocento la critica lo restituì a Dosso. Porta con sé anche una storia più amara. Nel 1993 l'autobomba mafiosa di via dei Georgofili, a pochi passi dagli Uffizi, danneggiò l'opera, e la pulitura che seguì tolse la vernice ingiallita e riportò tutta la forza del suo colore.




