
Ritratto di quattro servitori della corte medicea
Dettagli
La storia
Il 7 novembre 1684 la tela fu consegnata alla Guardaroba granducale insieme ad altri quadri destinati alle ville medicee della Petraia e di Castello. Il Giornale della Guardaroba registra chi vi è ritratto, cosa tutt'altro che scontata quando si tratta di servitori: Cristofanino gobbo, un nano, un altro ometto gobbo arrivato da Livorno, il moro, come scrive il registro, e un Caporal Buccia. Stavano tutti nella casa di Cosimo III. Il biografo di Gabbiani, che scrive poco dopo, li descrive come giovani di nazioni lontane presenti alla corte del granduca e spiega il piatto di spinaci freschi che uno di loro porge come allusione alla sua attitudine a portare in giro per il palazzo i fatti altrui. Negli ultimi anni le Gallerie degli Uffizi sono tornate su questo dipinto nell'ambito delle loro ricerche sulla presenza nera nelle collezioni medicee.
