Ratto di Ganimede
Dettagli
La storia
Intorno al 1700 ville e palazzi fiorentini si riempivano di storie ovidiane, e questa è una di quelle: Ganimede, il principe troiano che i poeti dicevano il più bello dei mortali, portato via verso l'Olimpo. Giove lo aveva scorto dal cielo ed era sceso in forma d'aquila per rapirlo. Nel mito il ratto si risolve in una promozione. Il ragazzo prende il posto di Ebe come coppiere degli dèi, colui che versa il nettare alla loro mensa. Gabbiani coglie l'attimo del sollevamento, le grandi ali dell'aquila ancora spiegate mentre la terra si allontana sotto il giovane. È il genere di pagina mitologica che un pittore di corte mediceo licenziava per una parete o un soffitto, una storia che chiunque, nella sala, conosceva a memoria.
