
Ritratto di Giorgio IV
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La storia
Nell'autunno del 1815, pochi mesi dopo Waterloo, Antonio Canova era a Parigi per conto del papa, a trattare il ritorno delle statue e dei dipinti che lo Stato Pontificio aveva ceduto alla Francia con il trattato di Tolentino del 1797. I diplomatici britannici sostennero le sue richieste, e denaro inglese contribuì a pagare il convoglio del ritorno in Italia. Per riconoscenza il papa mandò al governo britannico calchi in gesso delle sue antichità. Il papa e un principe protestante si erano ritrovati dalla stessa parte.
Lawrence firmò e datò questo ritratto nel 1816. Vi compare il principe reggente, che nel 1820 divenne re Giorgio IV, in piedi e più grande del vero, e secondo il museo fu probabilmente lui a donarlo a Pio VII dopo l'ascesa al trono, nel clima di collaborazione nato dopo la caduta di Napoleone. Porta le insegne della Giarrettiera sulla gamba sinistra e quelle del Toson d'oro. Accanto a lui c'è un tavolo che gli aveva regalato Luigi XVIII, il re di Francia restaurato. Sopra sono posati la corona e una lettera dello stesso Pio VII.




