
Raphael · PD
Ritratto di Tommaso Inghirami, detto Fedra
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La storia
Tommaso Inghirami era una delle menti più brillanti della Roma di papa Giulio II: bibliotecario del Vaticano, oratore, uomo di teatro. Lo chiamavano Fedra da quando, giovane, aveva recitato quella parte femminile in una tragedia, salvando lo spettacolo con l'improvvisazione. Raffaello lo ritrae al lavoro, la penna in mano, lo sguardo rivolto verso l'alto. Inghirami era strabico, e invece di nasconderlo il pittore trasforma quell'occhio deviato in segno d'ispirazione, come se l'uomo stesse cercando la parola giusta oltre la stanza. Il rosso della veste e il tavolo con i libri dicono l'agio dell'alto clero. È il ritratto di un amico, dipinto negli anni in cui Raffaello affrescava le Stanze vaticane poco distante.




