
Santo Stefano
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La storia
Prima di arrivare a Roma, questa tavola si trovava a Firenze, nella casa settecentesca di Camillo Borghese. Passò poi ai Salviati e quindi a Francesco Borghese, nel cui inventario compare nel 1837. Nel 1891 fu tra le opere scambiate con un presunto ritratto di Cesare Borgia attribuito a Raffaello, venduto dalla famiglia al barone Rothschild, e nel 1902 passò allo Stato con il resto della collezione. Con ogni probabilità tutto era cominciato a Bologna, nella seconda metà degli anni Ottanta del Quattrocento, con una promessa. Il cartiglio in basso dice in latino che è il voto di Vincenzo Desideri, espresso dalla mano del Francia. Santo Stefano, il protomartire, è inginocchiato a mani giunte nella dalmatica rossa del diacono. Del martirio restano solo alcune pietre a terra e i rivoli di sangue che gli scendono dalla fronte.
