
Statua dello scriba Minnakht soprintendente ai due granai
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La storia
Nell’Egitto di Thutmose III il grano faceva gran parte del lavoro che oggi fa il denaro. Con il grano si pagavano funzionari e operai, da lì venivano le offerte dei templi, e dopo ogni raccolto i magazzini dello Stato andavano riempiti e contati. Il soprintendente ai due granai, cioè ai granai reali dell’Alto e del Basso Egitto, era un alto dignitario, e questa statua ritrae uno di coloro che ricoprirono la carica, Minnakht. Un funzionario con lo stesso nome e lo stesso titolo ebbe una cappella funeraria sulla riva occidentale di Tebe sotto lo stesso re, ma il museo non dice se si tratti della stessa persona, e il luogo di ritrovamento della statua è sconosciuto.
Siede a gambe incrociate nella posa dello scriba, un tipo che il museo definisce molto antico, e legge un papiro srotolato a metà sulle ginocchia. La testa è perduta. L’iscrizione elenca i doveri del buon funzionario, far rispettare le leggi e stabilire le regole nel tempio di ogni santuario. Sulla base, davanti a lui, ci sono una pagnotta rotonda, una brocca, un pane conico, una testa di bue e una testa di volatile. Sono le prime parole della formula d’offerta, pane, birra, buoi e volatili, rese con le cose stesse.




