
Artemisia Gentileschi · PD
Autoritratto come allegoria della Pittura (La Pittura)
Dettagli
La storia
All'inizio degli anni Trenta del Seicento Artemisia Gentileschi era una delle pochissime donne d'Europa a dirigere una propria bottega di pittura, e tra i suoi committenti sarebbero arrivati i Medici, la corona di Spagna e Carlo I d'Inghilterra. Questa tela romana la mostra trasformata nella Pittura stessa, con tavolozza e pennello, secondo gli attributi che lo scrittore Cesare Ripa aveva indicato per personificare quell'arte. Della stessa idea esiste una versione più famosa, quella che Artemisia dipinse a Londra intorno al 1638 e che si trova ancora nella Royal Collection britannica. Il dipinto di Roma è la versione più appartata, e gli studiosi non hanno mai concordato su quale mano l'abbia eseguito. Alcuni lo riferiscono ad Artemisia, per il pizzo e la resa dei tessuti che ritroviamo in altre sue opere. Altri lo assegnano alla bottega del francese Simon Vouet, attivo a Roma in quegli anni. Lo stato di conservazione complica la questione, con la pittura consunta e il volto molto abraso nonostante una pulitura negli anni Cinquanta, e l'opera si può seguire con certezza solo fino al 1935, quando la collezione Barberini passò allo Stato italiano.




