
Sofonisba beve il veleno
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La storia
Sofonisba era una nobile cartaginese, figlia del generale Asdrubale e moglie del re numida Siface. Quando Siface fu sconfitto, nel 203 avanti Cristo, il suo rivale Massinissa, alleato di Roma, la prese con sé e la sposò quel giorno stesso. Scipione, il comandante romano, la pretese però come prigioniera di Roma. Tito Livio racconta che Massinissa le mandò allora una coppa di veleno, perché non cadesse viva in mano ai Romani. Lei la accettò, scrive Livio, come dono di nozze, e disse che sarebbe morta meglio se non si fosse sposata al proprio funerale.
Caroto la mostra con la coppa in mano. Il museo osserva che il dipinto presuppone un prototipo lombardo di Giampietrino, ma sorprende per il suo classicismo levigato, che sembra farne un'opera senza tempo. Fu acquistato per le raccolte civiche nel 1882.

