
San Francesco sorretto da un angelo
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La storia
Nel settembre del 1603 il pittore Giovanni Baglione trascinò in tribunale a Roma Caravaggio e alcuni suoi amici per certi versi ingiuriosi fatti circolare sul suo conto. Orazio Gentileschi era tra gli imputati, e nel suo interrogatorio raccontò di aver prestato a Caravaggio una veste da cappuccino e un paio d'ali.
Il Museum of Fine Arts ritiene che proprio quegli oggetti di bottega compaiano in questa tela, il saio bruno del santo e le ali dell'angelo che lo sorregge, e più tardi in quadri di Caravaggio. Gentileschi dipingeva da un modello in posa nello studio, come faceva Caravaggio.
Caravaggio aveva affrontato il soggetto qualche anno prima, in un dipinto oggi a Hartford, nel Connecticut, con Francesco che si abbandona tra le braccia di un angelo. Gentileschi conserva l'estasi e tralascia le stimmate, le piaghe di Cristo che secondo la tradizione Francesco ricevette in preghiera. La Chiesa del tempo chiedeva santi capaci di commuovere i fedeli, e il Francesco svenuto era un soggetto molto amato.
Negli anni Sessanta la tela era presso l'antiquario romano Alberto di Castro, e il museo l'ha acquistata nel 2010.




