
Statua di Unnefer, “servitore” della dea Neith
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La storia
Intorno al 380 a.C. un comandante militare di Sebennito, nel Delta del Nilo, salì al trono come Nectanebo I e fondò la XXX dinastia, l’ultima di faraoni egiziani. Già nel primo anno di regno emanò un decreto, esposto nel porto commerciale greco di Naucrati, che destinava al tempio di Neith a Sais un decimo dei dazi sulle merci che vi arrivavano dal mondo greco. Neith era la grande dea del Delta occidentale, creatrice e guerriera.
Unnefer visse sotto quel re, e il museo data la statua al suo regno, tra il 380 e il 362 a.C. L’iscrizione lo chiama “servitore” della dea Neith, con la parola tra virgolette: probabilmente rende il più comune titolo sacerdotale egizio, hem-netjer, alla lettera servitore del dio. Era inoltre sovrintendente dell’anticamera e figlio di Djedbastetiuefankh. L’egittologo francese Ivan Guermeur ha raccolto in uno studio i monumenti che di lui si conservano.
Questo, in granodiorite scura, proviene da Tebe. Unnefer è inginocchiato, la testa è perduta, e davanti a lui sono incisi i geroglifici con il suo nome e i suoi titoli.




