Stele in onore del generale Callimaco, raffigurante Cleopatra e Cesarione

Stele in onore del generale Callimaco, raffigurante Cleopatra e Cesarione


Dettagli

Artista
Artista egizio ignoto (Epoca tarda o età tolemaica)
Anno
-39
Tecnica
granito
Tipo
scultura
Dimensioni
114 × 65,3 cm

La storia

Nel 39 a.C. Tebe aveva alle spalle due anni di fame. Prima era andato perduto un raccolto, poi la piena del Nilo era rimasta troppo bassa e la carestia si era aggravata. Callimaco, lo stratego che governava la regione tebana sotto Cleopatra VII, aveva mantenuto in funzione i templi e sfamato la popolazione con la propria generosità, come racconta l’iscrizione, e la città gli rispose con un decreto. I sacerdoti di Amon-Ra, gli anziani e tutti gli altri abitanti lo proclamarono Salvatore della città, gli dedicarono tre statue nel tempio e fecero del suo compleanno una festa annuale, con sacrifici, corone e banchetti.

Il decreto è inciso in greco e in demotico, la scrittura corrente dell’egiziano, e la pietra che lo porta era già antica. La nuova lavorazione sostituì gran parte delle immagini e dei testi precedenti, ma conservò la scena centrale con gli dèi tebani Amon e Montu, che il museo data, probabilmente, alla XXV dinastia, oltre 600 anni prima. Accanto agli dèi furono aggiunti Cleopatra e suo figlio Tolomeo XV, detto Cesarione, presunto figlio di Giulio Cesare e allora un bambino di circa otto anni, entrambi nominati in geroglifici.

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