
Natura morta con uccelli
Dettagli
La storia
Nell’elenco dei quadri sequestrati nel 1607 nella bottega romana di Giuseppe Cesari, il Cavalier d’Arpino, questa tela compare al numero 38, senza nome d’autore, come «Un quadro con diversi Uccellami morti senza cornici». Una cornice compare solo nei documenti del 1619, con il pagamento di tre cornici, una delle quali destinata al dipinto «dove sonno l’uccelli diversi morti». In alto gli uccelli pendono per le zampe da un’asta di legno, tra loro un cardellino, alcuni picchi e una tortora. Più in basso giacciono un germano reale, una ghiandaia, un fagiano, un chiurlo e un barbagianni. L’unico essere vivo è la civetta a sinistra, ritratta di fronte. Ancora nel 1959 il catalogo della Galleria assegnava la tela a un anonimo maestro fiammingo del secondo Cinquecento.
