
Natura morta con angurie e mele in un paesaggio
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La storia
Nel 1771 il principe delle Asturie, il futuro Carlo IV, chiese a Meléndez di proseguire la serie di nature morte destinata al suo gabinetto di storia naturale, una specie di inventario dipinto di quanto dava la terra di Spagna. Quell'anno è scritto sulla tela, che fa una cosa per lui rarissima. Al posto del fondo scuro e neutro delle sue cucine, le angurie e le mele stanno all'aperto, con un paesaggio appena accennato dietro, e la disposizione è più sciolta delle sue solite cataste misurate. È anche più larga, 84 centimetri. Entrambe le cose guardano a Napoli, dove era nato e dove la natura morta si ambientava spesso all'aria aperta, che se ne ricordasse o che avesse visto dipinti napoletani più tardi a Madrid. Il Prado tiene la tela in deposito anziché in sala. Tra le mele ha dipinto i semi caduti, le gocce di succo e le piccole macchie guaste che fissano il grado di maturazione di ogni frutto.




