Talatat con sovrana che agita un sistro, probabilmente Nefertiti

Talatat con sovrana che agita un sistro, probabilmente Nefertiti


Dettagli

Artista
Artista egizio ignoto (XVIII dinastia)
Anno
-1344
Tecnica
arenaria
Tipo
scultura
Dimensioni
22 × 35 cm

La storia

Prima di trasferire la corte ad Amarna, Akhenaton costruì per il disco solare Aton a Karnak, nel cuore di Tebe, accanto al grande tempio di Amon. Per fare in fretta, i suoi architetti usarono piccoli blocchi di arenaria di una misura unica, lunghi circa 52 centimetri, che un solo operaio poteva portare. Gli archeologi li chiamano talatat. I muri crebbero rapidamente e furono decorati a rilievo incavato, e su di essi il re e la regina partecipano insieme ai riti.

Dopo la morte di Akhenaton quei templi furono smontati, e re successivi riempirono con i blocchi l’interno di nuovi portali monumentali di Karnak, il secondo, il nono e il decimo pilone. Nascosti lì, ne sono sopravvissuti molte migliaia, recuperati e studiati in età moderna. Questo fu acquistato per il museo dal Rotary Club di Torino nel 1969 e nel 1970, e il museo ne indica la provenienza da Karnak con un punto interrogativo. Vi compare una regina di profilo, con la mano alzata che stringe un sistro, il sonaglio agitato nei riti della dea Hathor, e davanti a lei la schiena della figura del re. Il museo la identifica, con cautela, come probabilmente Nefertiti.

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