
Il castello di Collegno con effetto di temporale
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La storia
Tra le ultime commissioni importanti di Vittorio Amedeo III, prima della morte improvvisa nel 1796, ci sono le cinque vedute dei dintorni di Torino che il francese Jules-César-Denis van Loo, allora al servizio della corte sabauda, dipinse tra il 1792 e il 1794. Ognuna prende il titolo da un effetto di luce o di tempo, e in questa, del 1793, il castello di Collegno è colto durante un temporale. È un paesaggio di impianto classico, ma aderente alla realtà dei luoghi quasi in presa diretta, con un interesse già protoromantico per una meteorologia perturbata. Le vedute di van Loo divennero un punto di riferimento obbligato per i pittori della nuova generazione, a cominciare da Giuseppe Pietro Bagetti, e il Castello di Collegno in particolare rimase un testo esemplare per più di una generazione, da Giovanni Battista De Gubernatis a Francesco Gonin.

