
Sibilla Cumana
Dettagli
La storia
Sul cartiglio si legge, in greco, che c'è un solo Dio, infinito e non generato. Le sibille erano le profetesse del mondo pagano, e per i cristiani alcune di loro avevano preannunciato la venuta di Cristo, come i profeti della Bibbia. Così una veggente pagana può qui proclamare il Dio unico. Questa prende il nome da Cuma, l'antica città greca sulla costa vicino a Napoli. Per i pittori della Roma del Seicento una sibilla era anche l'occasione di dipingere una figura femminile raffinata, e il museo parla per questa tela di posa classica unita a una morbida sensualità. Domenichino la dipinse a Roma, e il museo la data al 1622. Nel Seicento e nella prima metà del Settecento apparteneva alla famiglia romana dei Pio. Nel 1750 i Pio la cedettero, insieme a molti altri capolavori della loro raccolta, a papa Benedetto XIV, che la destinò alla Pinacoteca pubblica da poco istituita sul Campidoglio.




