
Cristo deposto
Dettagli
La storia
Nel 1926 Roberto Longhi riconobbe in questa piccola tela la mano del veronese Marcantonio Bassetti. Fino ad allora il quadro aveva viaggiato sotto altri nomi: un certo Martiniani nell'inventario Borghese del 1693, poi il Guercino negli inventari del 1700, 1790 e 1833, e Alessandro Tiarini secondo Adolfo Venturi nel 1893. Il museo lo data tra il 1613 e il 1616, all'inizio degli anni romani del pittore. In meno di mezzo metro di altezza è fermato un solo istante. Nicodemo, vestito di rosso, ha appena deposto il corpo a terra e il capo ricade contro la Madonna. Il vecchio Giuseppe d'Arimatea, con il turbante, solleva il telo di lino. La Maddalena è quasi distesa al suolo, il viso premuto contro i piedi di Cristo, e accanto a lei c'è un vasetto di unguento con il coperchio.

