
Jacob Jordaens · PD
La caduta dei giganti
Dettagli
La storia
Un secolo prima, a Mantova, Giulio Romano aveva dipinto una sala in cui le pareti sembrano rovinare addosso a chi entra. Svetlana Alpers, autrice dell'unico studio completo sulla commissione, ha ipotizzato che Jordaens l'avesse presente. Il soggetto sta in quattro versi del primo libro delle Metamorfosi di Ovidio. I giganti ammucchiarono montagne per arrivare al cielo, Giove scagliò il fulmine e tutto ricadde su di loro. Jordaens sceglie proprio quell'attimo, il peso dei massi e i volti di chi precipita, mentre il fulmine è appena accennato in alto. La tela fu dipinta ad Anversa tra il 1636 e il 1638 per la casa di caccia di Filippo IV sui monti del Pardo, seguendo un bozzetto di Rubens che oggi si trova a Bruxelles. La differenza più evidente è nell'angolo in basso a destra, dove la figura che cade è molto più sviluppata che nel bozzetto.




