
Lo sposalizio mistico di santa Caterina
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La storia
Nel 1529 il Sodoma riebbe un gruppo di dipinti che gli aveva sottratto un suo stesso aiuto, e nell'elenco delle opere restituite compare uno Sposalizio di santa Caterina con san Girolamo, non finito. Se fosse proprio questa tavola nessuno può dirlo. La misura riportata non combacia del tutto, e il museo data il dipinto alla fine degli anni Trenta del Cinquecento, intorno al trasferimento del pittore a Pisa nell'autunno del 1539. Il santo nominato in quell'elenco conta comunque. Il vecchio vestito di rosso sulla destra, testimone delle nozze, è stato sempre considerato san Giuseppe, e uno studio recente vi riconosce invece san Girolamo, perché sulla sua spalla sembra intravedersi il cappello cardinalizio. Al centro il Bambino, in piedi sulle ginocchia della madre, infila la fede al dito di Caterina, e nell'angolo in basso a sinistra la ruota dentata della santa manda un lampo di luce metallica. A Monaco si conserva un cartone di dimensioni simili, che corrisponde al dipinto in ogni particolare tranne il Bambino, nel disegno più paffuto e sgambettante. Le lacune sulla superficie non indicano un'opera rimasta incompiuta. Sono l'effetto di puliture troppo insistite, che hanno cancellato quasi del tutto le aureole, il pergolato sul fondo e le velature sulla figura del vecchio.



