La ninfa della fonte

La ninfa della fonte


Dettagli

Anno
1534
Tecnica
olio su tavola
Dimensioni
75 × 120 cm

La storia

Il verso latino nel cartiglio in alto a sinistra, FONTIS NYMPHA SACRI SOMNVM NE RVMPE QVIESCO, «sono la ninfa della sacra fonte, non interrompere il mio sonno, riposo», arriva in Germania dall'Italia del Quattrocento. È l'abbreviazione di un epigramma che oggi si attribuisce di solito all'umanista Giovanni Antonio Campano, letterato attivo a Roma presso la corte papale. Già prima della fine del secolo il testo circolava come se fosse un'iscrizione antica. Il carmelitano Michele Fabrizio Ferrarini, priore a Reggio Emilia, lo trascrisse nella sua raccolta di epigrafi e annotò che si trovava sulla riva del Danubio, sotto la statua di una ninfa addormentata.

Cranach dipinse il soggetto per la prima volta nel 1518, e la sua bottega ne trasse più di 20 varianti. In questa tavola, dei primi anni Trenta del Cinquecento, la ninfa ha gli occhi non del tutto chiusi, e un velo trasparente le attraversa il corpo.

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