
Jean-Baptiste Camille Corot · CC0
La cava di Chaise-Marie a Fontainebleau
Dettagli
La storia
Il museo di Gand lo descrive come il ritratto a sé stante di una cava abbandonata, dipinto dal vero. Di solito gli studi all'aperto di Corot servivano da materiale per grandi paesaggi classici completati in studio. Questo invece è nato per restare così com'è, olio su carta poi applicata su tela. Siamo nel 1831, e il luogo è tutt'altro che un angolo di natura intatta. Da secoli l'arenaria della foresta di Fontainebleau lastricava le strade di Parigi, e in quell'anno se ne ricavavano ancora circa tre milioni di pietre da selciato. Corot frequentava la zona da poco, tra i primi pittori a lavorare a Barbizon, il villaggio al margine della foresta. Il museo sottolinea come tenga insieme il bruno dominante con il beige e i verdi, e tra i blocchi si vedono alcune piccole figure al lavoro. Il dipinto è arrivato al Museo di Belle Arti di Gand nel 1913, lasciato in legato dal collezionista gandese Fernand Scribe.




