
Rembrandt · PD
Il ratto di Ganimede
Dettagli
La storia
Nel mito greco Ganimede è un bellissimo ragazzo che Zeus, trasformato in aquila, rapisce per portarlo in cielo come coppiere degli dèi. Quasi tutti i pittori ne fanno un giovane elegante. Rembrandt, nel 1635, fa qualcosa di sconcertante. Il suo Ganimede è un bambino paffuto e urlante, il viso rosso dal pianto, che si dimena mentre l'aquila lo afferra per la camicia e lo solleva nel buio. Per la paura il piccolo sta perfino facendo la pipì, e con una manina stringe ancora un grappolo di ciliegie. In basso, minuscoli, si intravedono i genitori che lo cercano. Rembrandt prende una storia di rapimento divino e la riporta a ciò che sarebbe davvero: un bimbo strappato di casa che strilla terrorizzato.




