
Il sacrificio dei prigionieri troiani (Tomba François)
Dettagli
La storia
Verso la fine dell'Iliade, Achille brucia il corpo dell'amico Patroclo, ucciso da Ettore, e presso il rogo uccide 12 giovani troiani catturati vivi. Lo stesso Omero lo definisce un atto malvagio. Secoli dopo un pittore di Vulci portò la scena sulla parete della tomba dei Saties, e la rese una storia etrusca.
Achille, il cui nome è scritto in lettere etrusche, Achle, affonda la spada nel collo di un prigioniero seduto con le mani legate. C'è Agamennone, e i due eroi di nome Aiace conducono altri prigionieri. Assiste l'ombra di Patroclo, indicata con la parola etrusca hinthial, lo spirito di un defunto. Ai lati di Achille compaiono due figure che in Omero non ci sono, entrambe legate al mondo etrusco dei morti. Vanth, una donna alata, accompagna i defunti, e Charun brandisce un pesante martello.
Subito accanto, sulla stessa parete, eroi etruschi liberano un prigioniero e uccidono i nemici, tra cui un uomo di Roma. Alcuni storici leggono le due scene come una coppia voluta, dato che i Romani facevano risalire le proprie origini a Troia.


