
Jean-Auguste-Dominique Ingres · PD
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La storia
Ingres cominciò questa figura a Firenze intorno al 1820 e la lasciò poi da parte per più di trent'anni. La riprese e la finì solo nel 1856, a Parigi, quando aveva 76 anni, aiutato da due allievi, i pittori Paul Balze e Alexandre Desgoffe, che dipinsero lo sfondo di roccia e l'anfora da cui sgorga l'acqua. È una giovane nuda che regge la brocca versando un filo d'acqua: non un personaggio preciso, ma l'immagine stessa della sorgente, dell'acqua che nasce dalla terra. Il corpo ha il contorno pulito e levigato, senza asperità, che Ingres aveva costruito in una vita intera di disegno, un ideale di linea che veniva da Raffaello e dagli antichi greci più che dalla natura. Quando fu esposta la tela ebbe un successo enorme, e per il vecchio pittore, spesso attaccato dai critici, fu una rivincita tardiva. L'acqua che cade dall'orlo dell'anfora è dipinta con la stessa nitidezza della pelle, come se fosse fatta della stessa sostanza.




