Le tre Parche

Le tre Parche


Dettagli

Anno
1535
Tecnica
olio su tela
Tipo
dipinto
Dimensioni
200 × 212 cm

La storia

La storia viene dall'Orlando furioso, il poema di Ariosto uscito a Ferrara nella redazione definitiva nel 1532. Nei canti 34 e 35 Astolfo sale sulla Luna con san Giovanni evangelista per riprendere il senno di Orlando e lì vede le Parche all'opera. A destra Cloto con la conocchia fila il bianco filo della vita, a sinistra Lachesi lo avvolge sul fuso, al centro Atropo si slancia con le cesoie per reciderlo. Alle spalle di Lachesi compaiono la Morte con la falce e la Natura, una donna di colore con due paia di seni. Ariosto racconta poi che i nomi degli uomini vengono impressi su piastre di ferro, d'argento e d'oro, che il Tempo raccoglie nel lembo del mantello e getta nel Lete, il fiume dell'oblio. Pochissime si salvano, portate a riva da due cigni bianchi, cioè i poeti, e consegnate a una ninfa, la figura all'estrema destra, che le affigge alla colonna del tempio dell'immortalità, sul fondo a sinistra. I due putti in primo piano giocano proprio con queste piastre, e su quelle d'oro si leggono i nomi Alfonso e Lucrezia, forse Alfonso d'Este, duca di Ferrara, e la moglie Lucrezia Borgia. Nel 1889 la famiglia senese che lo possedeva tentò di venderlo alla Regia Pinacoteca di Torino come opera del Sodoma, ma l'esperto inviato dal ministero a Roma contestò il nome e la vendita sfumò.

Tutto questo, in tasca. Scarica l'app.