Le Ninfee: I due salici

Claude Monet · PD

Le Ninfee: I due salici


Dettagli

Anno
1920
Tecnica
olio
Tipo
dipinto
Dimensioni
200 × 1700 cm

La storia

Quando le sale aprirono, nel 1927, l'impressionismo sembrava superato dal cubismo e dal surrealismo, e per decenni il pubblico le disertò. Il museo stesso arrivava a montare pareti mobili davanti alle tele per allestire mostre temporanee. La svolta venne dopo la Seconda guerra mondiale, e la portarono i pittori. Nel 1952 il pittore francese André Masson chiamò queste sale «la Cappella Sistina dell'impressionismo», e nel 1955 il Museum of Modern Art di New York acquistò una delle grandi tele delle Ninfee. Il critico americano Clement Greenberg vide nell'ultimo Monet un precursore della nuova pittura newyorkese, senza centro, distribuita in modo uniforme da un bordo all'altro, come quella di Jackson Pollock. «I due salici» lo mostra alla scala più grande. Quattro pannelli, 17 metri, la più lunga delle otto composizioni, chiudono a est la seconda sala. Due tronchi sottili si alzano vicino ai margini, e fra loro lo stagno si distende senza un punto focale. Accanto al salice di destra il pennello lascia intravedere la tela nuda, mentre i fiori di ninfea in basso, costruiti con colore denso, sporgono dalla superficie.

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