
Trionfo della Castità e Trionfo dell'Amore
Dettagli
La storia
I Trionfi di Petrarca, poema del Trecento, immaginano una serie di cortei in cui ogni potenza vince la precedente. Amore trionfa sugli uomini, e poi la Castità trionfa su Amore. Nel Quattrocento piaceva vedere quei versi dipinti sui mobili, e questa tavola era il fronte di un cassone nuziale. In alto è ancora visibile la toppa della chiave, sopra lo stemma dei Sambonifacio, antica famiglia nobile veronese.
Da sinistra avanza la Castità su un carro trainato da bianchi unicorni, con l'insegna dell'ermellino, seguita da uno stuolo di vergini fra cui il museo riconosce la romana Lucrezia. Le viene incontro il carro d'Amore, tirato da bianchi cavalli imbizzarriti, con lo stendardo del maiale selvatico. Sul carro siede nudo e legato un uomo prigioniero della passione, e dietro di lui Amore prende la mira. Fra le figure intorno spicca Aristotele, cavalcato e frustato dalla sua amante, come racconta una leggenda medievale, a dire che anche i sapienti cadono schiavi dei sensi. Secondo alcuni studiosi fu proprio Liberale, tornato dalla Toscana verso il 1480, a portare a Verona la moda dei cassoni dipinti.



