
Madonna con Bambino e santa Caterina
Dettagli
La storia
Nel 1926 Lionello Venturi avanzò per questa tavola il nome di Liberale da Verona. Ricordò anche un passo di Giorgio Vasari, il biografo cinquecentesco degli artisti, su una «Nostra Donna et il figliuolo in collo che sposa Santa Caterina» in casa di Vincenzo de' Medici a Verona, pur ammettendo che l'identificazione non si poteva provare. La critica successiva la respinse, perché qui le nozze mistiche non sono affatto rappresentate. Vasari scrive però anche che Liberale dipinse molti quadri da spose, e la tavola si inserisce probabilmente in quel filone di opere per la devozione domestica.
Bernard Berenson accolse il nome di Liberale, mentre lo specialista Hans-Joachim Eberhardt nel 1974 la elencò soltanto tra le opere storicamente attribuite. La scheda di catalogo della Galleria mantiene il nome e la data fra il 1480 e il 1490 circa, dopo il lungo soggiorno senese del pittore, accostando il capo reclinato della Vergine alla Madonna dell'Adorazione dei Magi nel Duomo di Verona. Il parapetto di marmo venato e il drappo appeso come una tenda a un cordone ad emiciclo dietro le figure ritornano nel suo Sposalizio di santa Caterina della collezione Canossa.



