Venere

Venere


Dettagli

Anno
1535
Tecnica
tempera su tavola
Dimensioni
97 × 75 cm

La storia

Questa Venere ha cambiato autore più volte, restando a lungo nell’orbita di Raffaello. Nell’inventario Borghese del 1693 è registrata come opera di Raffaello stesso, in quello del 1790 passa a Giulio Romano, il suo principale collaboratore. Nel 1869 viene riferita a Baldassarre Peruzzi, pittore e architetto senese, e il nome regge per oltre un secolo. Nel 1988 lo storico dell’arte Pierluigi Leone de Castris propone Leonardo Grazia, detto Leonardo da Pistoia, e colloca la tavola nel periodo romano del pittore, nel quarto decennio del Cinquecento. Il museo ha accolto questa lettura. Il corpo, levigato e chiaro, spicca sul fondo scuro con una freddezza quasi di alabastro. La testa bionda e riccioluta si volta di lato con una dolcezza un po’ malinconica, mentre un panno grigio azzurro scivola dal braccio. È dipinta a tempera su tavola ed è esposta nella Sala di Ercole.

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