Gallerie d'Italia – Napoli

Napoli, Italia · Sito web


La storia

Per anni il dipinto attorno a cui ruota questo museo ha portato il nome sbagliato. La Banca Commerciale Italiana lo acquistò all'inizio degli anni Settanta come opera di Mattia Preti, pittore calabrese della generazione successiva a Caravaggio. Nel 1980 lo storico dell'arte Vincenzo Pacelli trovò nell'archivio della famiglia Doria alcune lettere da cui risultava che Caravaggio lo aveva dipinto a Napoli nel 1610 per il nobile genovese Marcantonio Doria. È il Martirio di sant'Orsola, considerato la sua ultima tela, terminata circa due mesi prima della morte.

Dal maggio 2022 è esposto in via Toledo, la strada principale di Napoli, nell'ex sede centrale del Banco di Napoli, un palazzo bancario rivestito di pietra progettato dall'architetto Marcello Piacentini alla fine degli anni Trenta. Intesa Sanpaolo, il gruppo bancario a cui appartiene la collezione, ha fatto trasformare gli antichi saloni della banca dall'architetto milanese Michele De Lucchi e vi ha trasferito la sua galleria napoletana da Palazzo Zevallos Stigliano, pochi portoni più in là sulla stessa strada.

Il percorso di pittura prosegue attraverso la Napoli del Seicento, del Settecento e dell'Ottocento. Louis Finson, pittore fiammingo che a Napoli divise lo studio con Caravaggio, è presente con una Giuditta che decapita Oloferne, Artemisia Gentileschi con un Sansone e Dalila. Un altro piano espone oltre 500 vasi attici e delle città greche dell'Italia meridionale, la cosiddetta collezione Caputi, e il Novecento arriva con Lucio Fontana e Alberto Burri.

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Collezione

2 opere