
La storia
Nel settembre 1855 le truppe francesi presero la torre di Malakoff, il bastione di pietra che difendeva Sebastopoli nella guerra di Crimea, e il generale che guidò l'assalto, Patrice de Mac-Mahon, veniva da un castello vicino ad Autun. Il consiglio comunale volle il suo eroe su tela e nel 1856 affidò l'incarico a Horace Vernet, il più celebre pittore di battaglie del tempo. Il quadro, finito nel 1858, mostra Mac-Mahon sull'altura conquistata mentre uno zuavo pianta la bandiera. Il generale indica il terreno, allusione alla frase che avrebbe pronunciato lì, «Ci sono e ci resto».
Il dipinto appartiene al Museo Rolin, fondato nel 1878 dalla società erudita della città e ospitato nel palazzo quattrocentesco di Nicolas Rolin, cancelliere dei duchi di Borgogna. Il suo pezzo più famoso è molto più antico. Intorno al 1130 lo scultore Gislebertus scolpì sull'architrave della porta nord della cattedrale di Autun un'Eva distesa, con una mano accostata alla guancia mentre con l'altra cerca il frutto alle sue spalle. Il portale fu smontato nel 1766 e i suoi blocchi venduti come materiale da costruzione. Eva ricomparve circa un secolo dopo, murata nella parete di una casa della città.
La collezione va dall'Autun romana, con mosaici e una coppa diatreta di vetro del IV secolo, a una Natività dipinta verso il 1480 dal Maestro di Moulins per il cardinale Jean Rolin, figlio del cancelliere, fino a quadri dell'Ottocento come quello di Vernet. Oggi il museo è chiuso per un lungo cantiere che unirà il palazzo Rolin al vecchio tribunale e a un carcere circolare ottocentesco sotto un nuovo nome, il Panoptique.
