
La storia
La collezione nazionale d'arte del Brasile comincia con una nave carica di artisti francesi. Nel 1816 il re Giovanni VI, la cui corte portoghese era fuggita da Napoleone stabilendosi a Rio de Janeiro, fece arrivare una Missione artistica francese per fondare un'accademia, e i dipinti che portarono, insieme ai quadri che il re lasciò quando tornò in Portogallo, furono il seme di questo museo.
Aperto nella forma attuale nel 1937, nell'ex sede dell'accademia di belle arti in centro, ripercorre l'arte brasiliana dalla pittura religiosa coloniale ai maestri dell'Ottocento. Il suo pezzo forte è enorme: la Battaglia di Avaí di Pedro Américo, del 1877, una scena grande come una parete della guerra con il Paraguay, tra i dipinti a olio più grandi del mondo. Intorno sono appese opere europee portate dalla missione, tra cui le testimonianze di Debret e di Taunay su un Brasile ancora giovane.
Per ora quasi tutto questo resta fuori portata. Il museo ha chiuso per lavori nel 2020, e quando ha cominciato a riaprire nel 2026 è tornata visitabile solo la Galeria de Moldagens II, una sala di calchi in gesso di sculture classiche. La riapertura completa è prevista per la fine del 2026.


