Attribuito a Jacopino del Conte
Repubblica di Firenze, Stato Pontificio · manierismo
La storia
L'uomo seduto con un libro in mano divenne papa nel 1555 con il nome di Marcello II e morì 21 giorni dopo. Marcello Cervini era un nobile toscano di Montepulciano, umanista e collezionista di libri, e la Missa Papae Marcelli del compositore Palestrina porta il suo nome.
Per secoli nessuno seppe chi fosse. L'inventario Borghese del 1693 considerava la tavola un Raffaello, e solo nel 1893 lo studioso Adolfo Venturi identificò l'effigiato grazie a uno stemma nel rivestimento in legno, un fascio di spighe della famiglia Spannocchi. I candidati alla paternità furono Perino del Vaga, Pontormo, Francesco Salviati e Marcello Venusti, finché negli anni Cinquanta del Novecento Hermann Voss e Iris Cheney si fermarono su Jacopino del Conte. Jacopino, fiorentino formatosi con Andrea del Sarto, passò gran parte della sua lunga carriera a Roma e fu soprattutto ritrattista. «Attribuito a» lascia un margine di dubbio. La Galleria Borghese data il ritratto intorno al 1540, e un tappeto anatolico di tipo Ushak, spesso detto tappeto Lotto, fa parte dell'ambientazione.

