Ritratto del cardinale Alessandro Farnese

Ritratto del cardinale Alessandro Farnese


Dettagli

Anno
1546
Tecnica
olio su tavola
Tipo
dipinto
Dimensioni
51,5 × 48 cm

La storia

Negli inventari di casa Corsini del Settecento questo piccolo ritratto su tavola è sempre «di Tiziano». Prima ancora era stato Raffaello. Nel 1707 il padre Sebastiano Resta, oratoriano e collezionista di disegni, lo riteneva un Raffaello del 1518 circa raffigurante il futuro Paolo III, che prima del papato era stato anche lui il cardinale Alessandro Farnese, e nel 1711 il cardinale Lorenzo Corsini, poi Clemente XII, pagò 200 scudi un ritratto del cardinale Farnese che si credeva di mano di Raffaello.

Il volto è invece quello del nipote, il cardinale Alessandro, ed è ripreso dal grande ritratto di Paolo III con i nipoti che Tiziano dipinse a Roma, oggi a Capodimonte. Tiziano lo lasciò incompiuto quando ripartì per Venezia nel giugno del 1546, e il cardinale aveva allora 25 anni. La tavola è dunque di poco successiva.

Il Novecento ha tolto l'opera a Tiziano. Si sono fatti i nomi di Perino del Vaga, annotato in forma dubitativa da Federico Zeri sul retro di una fotografia, e di Taddeo Zuccari. La Galleria la cataloga oggi come attribuita a Jacopino del Conte, ritrattista fiorentino a lungo al servizio dei Farnese, per il segno deciso dei contorni, l'arcata sopraccigliare molto marcata e le pieghe dei panneggi. Il dipinto è ben conservato, a parte la berretta cardinalizia rossa, vistosamente ridipinta.

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