Bonifacio Bembo

Bonifacio Bembo

1420–1480 · Ducato di Milano · Primo Rinascimento, Tardo gotico


La storia

La Brera conserva 48 carte da tarocchi dipinte, piccoli rettangoli di cartoncino pressato coperti di gesso, foglia d'oro e d'argento e colore a tempera. Sono troppo fragili per restare esposte ed escono solo per brevi periodi. La bottega che le realizzò stava a Cremona ed era guidata da Bonifacio Bembo, e a ordinare il mazzo, intorno al 1442, fu Filippo Maria Visconti, ultimo duca visconteo di Milano.

La vita di lavoro di Bembo si svolse dentro quella corte. Quando la linea viscontea si estinse e nel 1450 Francesco Sforza prese Milano, Bembo proseguì con la nuova dinastia. Era il pittore preferito dei duchi, incaricato della decorazione dei loro edifici a Milano, Pavia, Cremona e Vigevano, e nel 1474 Galeazzo Maria Sforza, figlio di Francesco, gli concesse la cittadinanza milanese. Il lavoro di corte finì quando Galeazzo Maria fu pugnalato a morte alla fine del 1476.

Sotto il suo nome resta pochissimo di certo, e gli studiosi discutono ancora su quali tavole lombarde siano sue e quali dei fratelli Benedetto e Ambrogio, che dipingevano accanto a lui. I ritratti di Francesco Sforza e della moglie Bianca Maria Visconti che la Brera espone con il suo nome rientrano in quella discussione. La coppia di ritratti ducali documentata come sua, affrescata nel 1462 per l'altare ducale di Sant'Agostino a Cremona, non ha mai lasciato quella città.

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Opere

5 opere